Storia

Alla scoperta del
Diavolo dei Misteri

L’attrazione più attesa, però, resta sempre quella dei diavoli. Tra i Misteri di Sant’Antonio Abate e di San Michele Arcangelo ci sono in tutto cinque diavoli, di cui quattro adulti e sono gli unici personaggi autorizzati a interagire verbalmente con il pubblico sin dalle prime fasi preparatorie. Indossano un costume nero che copre tutto il loro corpo, un gonnellino rosso con bordino color oro e una cuffietta nera con le corna rosse. Il loro volto dev’essere poi truccato integralmente di nero e sulla lingua viene risaltato il rosso con l’uso di caramelle. Durante la sfilata più volte lanciano moniti al pubblico, perlopiù femminile, al grido di dunzella, dunzella… vietenne vietenne enfatizzando il tutto tirando fuori la lingua. Nei momenti di sosta del cammino è ormai consuetudine che gli spettatori chiedano di salire sull’ingegno per essere immortalati sui Misteri e, il più delle volte, in compagnia dei diavoli.

Quest’ultimi, però, non risparmiano nessuno e ogni possibile visitatore diventa “indiavolato”, perché ripetutamente sporcato sul volto dal cerone nero con cui sono stati truccati gli stessi diavoli. Un rito che prende inizio da subito, sin durante la vestizione, quando mentre gli stessi diavoli vengono truccati non si lasciano sfuggire nessuna occasione per rendere neri i volti di quanti li guardano incuriositi.

Tratto da: Valeria Cocozza, Un, ddu e tre… scannétte allérte!, Palladino Editore, 2014, Ares – ILDIAVOLODEIMISTERI Produzioni.

Il diavolo e la donzella

“‘U riaule zé serve de la tunzella,
che cchiù nen rire e cchiù reventa bella,
pe fa carì ‘u Sante ‘ntentazione,
ma la fede forte fa da prutezione.”

“Il diavolo si serve della donzella,
che più non ride e più diventa bella,
per far cadere il Santo in tentazione,
ma la forte fede fa da protezione.”